
In questi ultimi anni alcuni Paesi si mostrano scettici rispetto alla cooperazione allo sviluppo riducendone il budget, un po’ meno lo sono i più di 260 milioni di bambini che non hanno accesso all’istruzione. Una cifra disarmante, un numero di bambini corrispondente all’insieme degli abitanti d’Italia, Francia, Germania e Spagna.Nella sola regione del Sahel, una regione dell’Africa con un forte flusso migratorio verso il Nord, gli effetti del cambiamento climatico sono disastrosi. Questi fenomeni, con stagioni piovose che diventano sempre meno prevedibili, potenti tempeste e alluvioni alternati da lunghi mesi di siccità, hanno un forte impatto su migliaia di persone che, colpite improvvisamente, perdono i loro mezzi di sostentamento.Attualmente sono oltre 10,5 milioni i bambini e ragazzi che non frequentano la scuola e più di mezzo milione i rifugiati e gli sfollati.Ne parla meglio Alice Albright, CEO del Global Partnership for Education (GPE)in occasione dell’Audizione Parlamentare sul quarto dei 16 Obiettivi dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile: garantire un’istruzione di qualità inclusiva ed equa, e promuovere opportunità di apprendimento continuo per tutti.Si ricorda che l’Agenda 2030, adottata dai 193 Paesi membri dell’ONU nel 2015, funge da quadro globale per affrontare a livello nazionale e internazionale le grandi sfide del pianeta, tra queste l’estrema povertà, i cambiamenti climatici, il degrado dell’ambiente, le crisi sanitarie e l’accesso all’istruzione.Il GPE è un fondo multi-stakeholder che si dedica al miglioramento dell’educazione attraverso il rafforzamento dei sistemi educativi nei Paesi in via di sviluppo. È attivo in 65 Paesi al mondo.Una particolare attenzione è data ai bambini più vulnerabili nelle aree rurali, col 60% dei fondi a sostegno dei Paesi colpiti da conflitti e fragilità, come quelli del Sahel.I Paesi donatori, oltre l’Italia, sono: Australia, Belgio, Canada, Danimarca, Emirati Arabi Uniti, Finlandia, Francia, Germania, Giappone, Irlanda, Lussemburgo, Norvegia, Olanda, Repubblica della Corea, Regno Unito, Spagna, Svezia, Svizzera, Stati Uniti d’America e Unione Europea.Il GPE, grazie anche al contributo italiano, ha permesso a più di 77 milioni bambini di frequentare la scuola nel 2016, rispetto al 2002
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