
Nel mare magnum del caos relativo a quella che – all’epoca – era l’imminente decorrenza dei termini per consentire a ogni singolo cittadino italiano di far valere il proprio diritto all’opposizione al pregresso (relativamente ai dati antecedenti al 19 maggio 2020 caricati sul Fascicolo Sanitario Elettronico 2.0), il Garante per la Protezione dei Dati personali aveva “tirato le orecchie” alle Regioni (praticamente tutte) che si avevano modificato l’informativa privacy rendendola …
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