"L’anoressia colpisce anche gli uomini. Iniziamo a parlare di Vigoressia e del culto dei muscoli"





Leggi “anoressia”, “bulimia nervosa” e pensi subito a ragazze, donne, corpi emaciati consumati dal digiuno o sfibrati dal vomito, dall’ossessione per la bilancia. E invece, anche se immediatamente associati all’universo femminile, i disturbi del comportamento alimentare, di cui anoressia e bulimia rappresentano le manifestazioni più note e frequenti, sono sempre più diffusi anche nel mondo maschile. L’allarme, lanciato già da qualche anno, ha sollevato il velo su una realtà preoccupante, che rende ancora più drammatica quella che gli esperti hanno definito “una vera e propria epidemia sociale”.”Se ne parla di più e gli uomini, ragazzi adolescenti ma anche adulti, sebbene a fatica e con difficoltà, rispetto al passato oggi escono più facilmente allo scoperto. Ci sono disturbi alimentari solo maschili, come la vigoressia, ossia il culto del muscolo, che causa in chi ne è affetto una ossessione per la forma fisica e una progressiva perdita di socialità”, spiega ad HuffPost Stefano Tavilla. Cinquantatré anni, presidente dell’associazione “Mi nutro di vita”, che dal 2011 promuove campagne di sensibilizzazione e informazione e supporta, anche in collaborazione con altre associazioni, le persone e le famiglie che si trovano a fare i conti con i disturbi alimentari, Tavilla parla di un vero e proprio “dramma, nelle giovani donne dai 12 ai 25 anni la seconda causa di morte dopo gli incidenti stradali”.Secondo l’Osservatorio del ministero della Salute oggi in Italia (fonte ANSA) sono oltre tre milioni le persone ammalate, migliaia le vittime ogni anno, 3240 solo nel 2016.Le strutture terapeutiche sono poche – e per lo più concentrate al Nord e al Centro, la regione più virtuosa è l’Umbria, seguita da Veneto, Emilia Romagna e Lombardia – e, per accedere alle cure, spesso pazienti e familiari sono costretti a veri e propri pellegrinaggi da una regione all’altra.

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Pubblicato il: 15 Marzo 2018

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