
Fayez Serraj ha incontrato oggi diversi giornalisti per lanciare un grave allarme: destinatario principale è l’Italia. «Non ci sono solo gli 800 mila migranti potenzialmente pronti a partire» dice il presidente del governo di unità di Tripoli, « ci sarebbero i libici in fuga da questa guerra, e nel Sud della Libia sono già ritornati in azione i terroristi dell’Isis che il governo di Tripoli con l’appoggio della città di Misurata aveva scacciato da Sirte 3 anni fa». Fayez Serraj: «Interrompere gli aiuti ad Haftar, al più presto interventi per salvare la popolazione» Parlando con il Corriere della Sera Fayez Serraj spiega che quella in atto in Libia «è una vera e propria guerra contro di noi, una guerra che ci è stata imposta». Il presidente del governo di unità nazionale si è rivolto alla comunità internazionale affinché «operi al più presto per la salvezza dei civili». Serraj ha denunciato che il generale Khalifa Haftar sta bombardando «le strutture civili, le strade, le scuole, le case, l’aeroporto e le strutture mediche» e che deve essere fermato al più presto, chiedendo anche alle forze che sostengono Haftar di interrompere gli aiuti finanziari e militari per fermare l’escalation di violenze. E sulle trattative, dice ai giornalisti di Repubblica, Serraj non nutre grande fiducia: «L’azione a tradimento di Haftar porterà distruzione alla Libia e ai paesi vicini, non sarà possibile nessuna trattativa se non cesserà il suo attacco alla popolazione e se non si ritirerà»
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