
“TESORO, mi si è ristretta la Terra”. Fino a diventare delle dimensioni di un campo da calcio, più o meno, con tanti saluti all’umanità e a tutte le altre forme di vita che la abitano. È l’apocalittica ipotesi appena formulata dal cosmologo inglese Martin Rees – docente a Cambridge, già presidente della Royal Society, autore di oltre 500 pubblicazioni, vincitore di decine di riconoscimenti scientifici – nel suo ultimo libro, On the future: prospects for humanity. A minacciare il futuro del nostro pianeta, oltre alle solite catastrofi naturali, guerre termonucleari e intelligenze artificiali malvage, ci si metterebbero anche i fisici delle particelle: secondo Rees, c’è una piccola probabilità che gli esperimenti condotti negli acceleratori di particelle provochino reazioni a catena incontrollabili e inattese che porterebbero, per l’appunto, alla distruzione della Terra. •COS’E’ UN ACCELERATORE DI PARTICELLE Gli acceleratori di particelle sono enormi macchine in cui particelle ‘pesanti’, soprattutto protoni e neutroni, sono accelerate e fatte schiantare le une contro le altre. Osservando le macerie che restano dopo gli scontri, i fisici riescono a misurare le proprietà delle particelle e addirittura a scoprirne di nuove, che si formano come prodotto delle collisioni.
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