
La domus di piazza Sordello, nonostante l’inclusione nella cinta muraria tardoantica, sembra essere stata abbandonata abbastanza presto: i crolli delle sue strutture sono intaccati da fosse e buche contenenti materiali preliminarmente inquadrati fra il IV e il VI-VII secolo. Dopo l’abbandono della domus, l’area viene prima occupata da una costruzione di cui sono state individuate alcune basi di pilastro in mattoni legati da argilla, uno dei quali posto sopra il mosaico con Venere e Marte, e poi subisce un dissesto per cause ignote che provoca il cedimento del suolo verso nord con la conseguente frattura dei mosaici e il loro parziale sprofondamento. Attualmente l’estremità settentrionale del pavimento con le figure di Marte e Venere è più bassa di circa un metro della porzione del pavimento a sud che non è stata interessata dal dissesto.
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