
Come non essere d’accordo con la circolare in cui lo Stato, nella persona del ministro dell’Istruzione dal cognome ecologico, Fioramonti, esorta i presidi a giustificare le assenze di chi nei prossimi giorni disdegnerà i banchi di scuola per protestare contro il cambiamento climatico. I conservatori hanno già storto la bocca nei confronti di questa trasgressione autorizzata, sostenendo che a forza di manifestare nelle ore in cui bisognerebbe studiare, i ragazzi rischiano di fare una brutta fine o addirittura di ritrovarsi al governo con Di Maio. Ma la difesa del pianeta conta persino più di quella del congiuntivo, per quanto l’una non escluda l’altra.
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