
La politica economica di Napoleone è incentrata in un certo senso nella creazione di un sistema economico europeo di tipo continentale; le conseguenze invece della politica napoleonica dal punto di vista economico presso le Americhe fu la vittoria della Bretagna e la conseguente eliminazione dal “gioco coloniale” di Spagna e Francia. Quando Napoleone effettuò il suo colpo di stato del 1799 si registrò un’impennata dei conflitti e delle rivalità inglesi e francesi; il blocco continentale che applicò in seguito Napoleone al sistema economico inglese verranno descritte da alcuni storici come l’inizio di una delle nuove tipologie di guerre del mondo moderno: la guerra economica. Ostacoli notevoli al progetto economico continentale napoleonico furono i commerci di contrabbando, nonchè la chiara resistenza degli stati soggiogati a Napoleone. Dal punto di vista dell’innovazione economica sicuramente segnerà un forte passo in avanti l’abolizione del regime feudale, compiuta in buona parte con Napoleone. Durante l’era napoleonica si ebbe l’abolizione delle giurisdizioni private, nonché l’avanzamento delle autocrazie amministrative a cui fece fronte la ritirata delle monarchie dettate dall’ancien regime; lo stato si riprese la propria totale sovranità, vennero organizzate le imposte per favorire la crescita dell’impresa individuale. All’interno della confederazione di stati tedeschi si assistette ad una liberalizzazione del mercato per opera delle riforme operate dai politici prussiani Von Stein e Von Harddenburg.
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