La morte, più angosciante immaginarla che viverla





Non così terrificante come credevo. Potrebbe essere la recensione sulla morte da chi ha l’ha descritta via via che si avvicinava. Nonostante l’angoscia della morte sia una parte fondamentale dell’esperienza di uomini, quando la fine si approssima davvero, la paura si attenua, e lascia il posto a emozioni meno negative, di accettazione e perfino di pienezza. Questo è quel che sostiene un gruppo di psicologi, che ha dedicato uno studio all’argomento: “Dying is unexpectedly positive” (“Morire è più positivo di quel che ci si aspetta”) è il titolo dell’articolo in cui i ricercatori riportano le loro conclusioni sulla rivista Psychological Science.Esperienza vera o immaginataGli psicologi hanno paragonato le emozioni provate da chi si trova davvero in faccia alla morte, malati terminali di cancro e di sclerosi multipla e prigionieri nel braccio della morte in un carcere in Texas, e quelle di persone a cui è stato chiesto di immaginare che avrebbero dovuto lasciare questo mondo entro pochi mesi. Il confronto è stato fatto esaminando con un algoritmo i testi scritti in blog di persone morenti (con il requisito che avessero postato almeno 10 volte nell’arco di tre mesi, e che la loro fine fosse avvenuta in quell’arco di tempo) e di altre che hanno immaginato di trovarsi nella stessa situazione.Dall’analisi dei testi, è emerso che via via che si avvicinava l’ultima ora, nelle parole dei morenti hanno cominciato a prevalere le parole legate a emozioni più positive, temi come l’amore, gli affetti familiari, la religione

Per leggere il resto dell’articolo devi collegarti direttamente sul sito della fonte:









Continua

Pubblicato il: 15 Giugno 2017

Potrebbero interessarti anche»