
Il celebre rebus di Giancarlo Brighenti, che partendo dal dipinto di Renoir “La colazione dei canottieri” (1880) ha ottenuto l’espressione “terreno irrigato”.”L’amore mi fa sollazzare”. Questa frase appuntata da Leonardo da Vinci su una pagina oggi conservata al Royal Library di Windsor è scritta in un modo per i tempi curioso; sul foglio appare l’immagine di un AMO da pesca e un pentagramma in cui sono rappresentate in sequenza alcune note: RE, MI, FA, SOL, LA. Segue la sillaba ZA e un’ultima nota, un RE.Oltre che scienziato, letterato e artista, anatomista e molto altro, Leonardo era infatti anche un enigmista, e quello appena descritto è uno dei primi rebus della Storia.Un’arte antica. L’arte di parlare per enigmi in realtà è vecchia come il mondo, o quasi: miti di ogni epoca – come quello di Edipo e la Sfinge – ci tramandano indovinelli e ricerca di ambiguità nello scrivere e nel parlare.La prima traccia di qualcosa che a noi sembra simile a un rebus risale al III millenio a.C.: è la rappresentazione geroglifica, sopra una stele, del nome del faraone Narmer (primo sovrano della I dinastia dell’antico Egitto) mediante l’incisione di un pesce (nar) e di uno scalpello (mer).Non è dato però sapere se la soluzione fosse accessibile a tutti o solamente a coloro che rivestivano particolari ruoli religiosi e politici. Ci sono stati infatti diversi momenti storici in cui il rebus fu usato per veicolare messaggi segreti, decifrabili solamente da chi possedeva le “giuste conoscenze”.E oggi? Ai nostri giorni un rebus è considerato di particolare qualità se nasce dalla giustapposizione di disegni che generano nuove parole
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