
La derubricazione del reato – da omicidio volontario a colposo – nei confronti di Antonio Ciontoli continua a far discutere. La Corte d’Appello di Roma, la scorsa settimana, ha condannato l’uomo a cinque anni di carcere per la morte di Marco Vannini, fidanzato di sua figlia, con uno sconto (dovuto al reato contestato) di nove anni anni rispetto ai 14 previsti dalla sentenza di primo grado. Ora la signora Marina Conte, madre del giovane ucciso a Ladispoli il 18 maggio 2015, chiede che il processo ricominci da zero.
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