
La fotosintesi naturale sarà anche un processo non del tutto efficiente, ma manda avanti da sempre la vita sulla Terra: le foglie, come piccole centrali energetiche, convertono la luce del Sole, l’acqua e l’anidride carbonica in ossigeno e nutrienti.Copie imperfette. I tentativi di imitare questo meccanismo, per sequestrare CO2 e farne aria pulita e carburante solare, sono in campo dagli anni ’90, ma finora i progressi sono stati lenti per due ragioni principali: una bassa efficienza di conversione, che rende il processo poco conveniente dal punto di vista economico, e la difficoltà di esportare la tecnica fuori dal laboratorio, dove le “foglie artificiali” funzionano, ma solo se esposte ad anidride carbonica pressurizzata, per aumentare la quantità di gas assorbito.Serve un dispositivo che possa lavorare in mezzi diluiti, per esempio nella miscela di aria e gas di scarico che respiriamo tutti i giorni. Gli scienziati dell’Università dell’Illinois a Chicago hanno messo a punto una foglia bionica più adatta a operare nel mondo reale, capace di ottenere carburante mentre depura l’aria, e teoricamente fino a 10 volte più efficiente di una foglia naturale. Il design della nuova foglia artificiale, protetta da una capsula esterna porosa. | University of Illinois at ChicagoUno strato in più. Come spiegato sulla rivista scientifica ACS Sustainable Chemistry & Engineering, la particolarità della nuova foglia è nella capsula trasparente e semipermeabile, piena d’acqua, che avvolge l’unità di fotosintesi artificiale.
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