La donna elettrica: recensione del secondo film di Benedikt Erlingsson





La donna elettrica è il secondo lungometraggio del regista islandese Benedikt Erlingsson. Un dramma grottesco sull’attivismo ecologico selezionato per rappresentare l’Islanda alle nomination per gli Oscar come Miglior Film Straniero. La donna elettrica: sinossi Hella, una direttrice di coro di mezz’età, conduce una guerriglia segreta per sabotare l’impianto di alluminio Rio Tinto, colpevole di inquinare la sua amata Islanda. Armata di arco e frecce, e con l’aiuto di simpatizzanti ecologisti, Hella porta avanti le sue azioni in maniera lucida. Nel mezzo della sua operazione, l’ufficio di adozioni le comunica che – dopo anni di attesa – la sua richiesta è stata approvata.

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Pubblicato il: 16 Dicembre 2018

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