La casa di Jack: recensione dell’ultimo film di Lars von Trier





La casa di Jack, ultimo, controverso film di Lars von Trier, è in sala dal 28 febbraio. Presentato fuori concorso, tra le polemiche, all’ultima edizione del Festival di Cannes, la pellicola vede tra i protagonisti Matt Dillon, Bruno Ganz e Uma Thurman. La casa di Jack: sinossi Jack (Dillon), ingegnere e serial killer con disturbi ossessivo-compulsivi, è in viaggio verso l’aldilà insieme a Verge (Ganz). Nel corso di una sorta di seduta psicanalitica, Jack narra al compagno di viaggio le vicende che l’hanno portato ad essere ciò che è, o che aspira ad essere: un artista dell’omicidio, il vate del(la bellezza del) disfacimento della vita La casa di Jack: le nostre impressioni Lars von Trier torna a colpire il pubblico con un’opera dalla potenza inaudita e dalla profondità oceanica. La casa di Jack, che lo stesso regista di Copenaghen ha descritto come il suo film più violento e disturbante, è una summa della sua intera poetica. La violenza, la crudeltà, la spietatezza della vita che, per riflesso, è insita nella natura umana, sono tutti topoi che vengono affrontati e sviscerati con lucidità cristallina e con una razionalità metodica – quasi architettonica, potremmo dire.

Per leggere il resto dell’articolo devi collegarti direttamente sul sito della fonte:









Continua

Pubblicato il: 4 Marzo 2019

Potrebbero interessarti anche»