
Il futuro non è una dimensione temporale come le altre. L’uomo, in qualche modo, vive proiettato in esso, prevedendo e progettando. Con l’immaginazione, può protendersi anche sulla lunga distanza, descrivendo mondi di pace e benessere, cioè utopie, o, al contrario, di catastrofi e inquietante sopraffazione di umani sopra altri umani. Queste ultime, le distopie, sorgono numerose soprattutto in tempi, come il nostro, di crisi di identità
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