
Assistere a un live dei Rolling Stones è, a tutti gli effetti, una lezione di storia del rock, di cui la band inglese incarna l’essenza più profonda: riff di chitarra al fulmicotone, energia, divertimento e melodie immortali.Gli Stones sono ancora una gioiosa macchina da guerra del music biz, in grado di entusiamare e accendere platee di ogni età con le loro canzoni dirette e senza fronzoli, suonate con la sapienza dei veterani e con l’energia di un gruppo di esordienti.Sono davvero in pochi a incarnare meglio del chitarrista Keith Richards, che oggi compie 75 anni, lo spirito ribelle, dionisiaco e indomabile del rock.Keef, dal vivo, è ancora oggi sornione come sempre, sorride luciferino mentre arpiona la chitarra scrostata con le dite deformate dall’artrosi, sbagliando ogni tanto qualche nota con noncurante naturalezza, mentre i suoi riff leggendari caricano di adrenalina gli spettatori di ogni parte del mondo, entusiasti di trovarsi di fronte a questo Faust del rock.Nel 2014 Richards ha stupito tutti scrivendo un libro per bambini, Gus & Me: The Story of My Granddad and My First Guitar, edito da Little, Brown Books for Young Readers.Si tratta di un volume illustrato firmato dal musicista con la collaborazione della figlia Theodora, che si è occupata dei disegni. Come il precedente lavoro di penna di Richards, Life (Feltrinelli), anche questo è autobiografico, ma si rivolge a un pubblico di giovanissimi.Il chitarrista racconta di suo nonno materno, Theodore Augustus “Gus” Dupree (da cui il nome della figlia Theodora), jazzista che incoraggiò il nipote a non abbandonare la strada della chitarra (e un grazie arriva spontaneo).L’ispirazione per questo lavoro è arrivata a Keith proprio quando ha visto nascere l’ennesimo nipotino: “Sono appena diventato nonno per la quinta volta”, ha detto, “per cui so quello di cui sto parlando […] Il legame speciale che si instaura tra nonni e nipoti è unico e dovrebbe essere custodito come un tesoro”.Il 18 settembre 2015, tre anni fa, il “pirata del rock” ha pubblicato a sorpresa, dopo 20 anni dal precedente lavoro solista, il convincente Crosseyed Heart.“E’ stata una figata fare questo disco e lavorare ancora insieme a Steve e Waddy”, ha dichiarato Keith Richards. “Non c’è niente come entrare in studio senza avere la minima idea di quello che ne verrà fuori. Se siete in cerca di ‘trouble’ siete venuti nel posto giusto”.Le 15 tracce racchiudono tutte le influenze musicali del leggendario chitarrista degli Stones: dal reggae al rock, dal country al blues.“Cosa sarei diventato se non mi fossi unito ai Rolling Stones? Un fannullone, ma di gran classe!”
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