Istituto Controluce di Marco Travaglio





 Il terrorismo torna a colpire a Strasburgo, i gilet gialli mettono a ferro e a fuoco la Francia e forse l’Europa, il governo italiano impone la fiducia alla Camera su una manovra che già è sicuro cambierà al Senato, la Ue interpreta le regole di bilancio per Macron (3,4%) e le applica a Conte (massimo 2,04), e fuori fa pure un freddo porco. Insomma: grande è la confusione sotto il cielo. Ma per fortuna una certezza si staglia rocciosa e nitida sul tremolante orizzonte delle nostre vite: le primarie del Pd. Lì, se Dio vuole, tutto è chiaro, limpido e rassicurante. Ricapitolando: Renzi, popolarissimo fra i parlamentari Pd (se li è scelti lui) e impopolarissimo fra gli elettori Pd (non è riuscito a sceglierli lui, a parte quelli che ha messo in fuga), non si ricandida a segretario: dunque rimpiange di “non avere usato il lanciafiamme”. Cioè odia il partito, al punto che forse non se ne va più.

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Pubblicato il: 13 Dicembre 2018

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