Insulina degludec e insulina glargine: nuove analisi sui dati degli studi SWITCH 1 e 2





Presentati al 54th Annual Meeting of the European Association for the Study of Diabetes (EASD 2018), svoltosi a Berlino, dal 1 al 5 ottobre, i risultati delle analisi post-hoc dagli studi SWITCH 1 e 2. I dati dimostrano che le persone con diabete tipo 1 e 2 nella pratica clinica possono raggiungere un miglior controllo glicemico (HbA1c) con l’insulina degludec rispetto a insulina glargine 100 U, senza un aumento degli episodi di ipoglicemia, che consistono in abbassamenti dei livelli dello zucchero nel sangue potenzialmente pericolosi.1 Abbassare il livello di zucchero nel sangue è importante per aiutare a prevenire le complicanze del diabete, ma questa riduzione può aumentare il rischio di ipoglicemia. In queste analisi post-hoc, si stima che le persone con diabete possano raggiungere una riduzione media del livello di HbA1c dello 0,61 per cento, nel diabete tipo 1, e dello 0,67 per cento, nel tipo 2, con l’insulina degludec rispetto a insulina glargine 100 U con tassi simili di ipoglicemia.1 Gli episodi di ipoglicemia possono essere pericolosi per le persone con diabete e rappresentano spesso una barriera significativa al raggiungimento di un buon controllo glicemico. I dati presentati, basati sulla riduzione del rischio di ipoglicemia con insulina degludec riscontrata nel periodo di mantenimento del programma di studi SWITCH, si aggiungono agli studi già pubblicati che dimostrano un rischio ridotto di ipoglicemia con l’insulina degludec, confermando il fatto che questo trattamento possa aiutare le persone con diabete a controllare la malattia” – ha affermato Mads Krogsgaard Thomsen, Executive Vice President e Chief Science Officer di Novo Nordisk. Questa analisi post-hoc è stata fatta sulla base dei dati dei soggetti arruolati negli studi SWITCH 1 e 2

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Pubblicato il: 15 Ottobre 2018

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