
Un terzo della pornografia visualizzata in Nuova Zelanda inizia con la partner femminile che nega la propria volontà di avere un rapporto sessuale. Il dato è emerso da un rapporto dell’ufficio di David Shanks , che è Chief Censor del Paese oceanico. Si tratta di un ruolo interno al governo che si occupa di monitorare alcuni fenomeni, soprattutto per quanto riguarda alcuni fenomeni culturali e che convive con il Bill of Rights di fine Ottocento che permette a ogni cittadino neozelandese di esprimere liberamente il proprio pensiero.
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