In Cina esiste il regno delle donne dove gli uomini non possono comandare





Immagina una società in cui sono le donne ad avere il potere , in cui non esiste il matrimonio e a maggior ragione il divorzio, in cui il capofamiglia riconosciuto è la donna più anziana che vive con/cresce/educa i suoi figli e i figli delle figlie seguendo la discendenza di sangue materna, in cui gli uomini hanno un ruolo marginale se non quello di procreare. Questo mondo femminista o di matriarcato anacronistico , come lo definisce The Guardian non è frutto della fantasia fervente di un’accanita femminista. In una lussureggiante valle dello Yunnan, nel sud-ovest della Cina, ai piedi dell’estremo oriente dell’Himalaya vive un’antica comunità tribale di buddisti tibetani chiamata Mosuo (o Moso) che segue un’organizzazione sociale matrifocale, in cui sono le donne a dirigere la vita della comunità occupandosi della famiglia, del villaggio, dell’organizzazione del lavoro, dell’amministrazione e dell’economia.  Le donne sono considerate uguali, se non superiori, agli uomini, occupano posizioni di rilievo nell’organigramma collettivo, possiedono terreni agricoli di cui si prendono cura (gli uomini si occupano invece dell’allevamento, della pesca, della macellazione di carne e pesce e della loro conservazione) e si dedicano esclusivamente dell’accudimento dei propri figli di cui spesso non conoscono nemmeno il padre biologico (ed essendo per tutti così non è affatto motivo di vergogna o discriminazione).

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Pubblicato il: 25 Giugno 2019

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