Il sesto gusto che non ti aspetti: è per l’acqua





NON azzardatevi a chiamarla insapore. Dopo dolce, salato, amaro, acido, grasso e il recente umami, la scienza ci insegna oggi che esiste un gusto anche per l’acqua. Utile et humile et pretiosa et casta, dunque, ma anche saporita: un’équipe di neuroscienziati del California Institute of Technology di Pasadena, infatti, ha appena scoperto che sulla lingua dei topi sarebbero presenti dei recettori in grado di distinguere il sapore dell’acqua da quello di altri liquidi. I risultati della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista Nature Neuroscience. La questione del gusto dell’acqua, in realtà, era da lungo tempo oggetto di dibattito da parte della comunità scientifica. Sebbene la sostanza fosse stata etichettata come “insapore” già da Aristotele, trecento anni prima di Cristo, già da tempo era risaputo che animali come insetti e anfibi – e probabilmente anche mammiferi – avessero delle cellule nervose nel cervello sensibili al suo “gusto”; diversi studi più recenti, condotti tramite strumenti di imaging che permettono di scansionare l’attività cerebrale, hanno inoltre mostrato che una regione della corteccia cerebrale degli esseri umani si “accende” quando la lingua viene a contatto con l’acqua

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Pubblicato il: 13 Giugno 2017

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