Il prigioniero coreano – la recensione dell’ultimo film di Kim Ki-duk





Il prigionero coreano è un film del regista coreano Kim Ki-duk, vincitore in passato del Leone d’oro a Venezia con Pietà nel 2012 e dell’Orso d’Argento al Festival di Berlino con La samaritana. Il prigioniero coreano: la sinossi La trama vede un pescatore nordcoreano, Nam chu woo, condurre una vita misera in una zona del paese prossima alla Corea del Sud in compagnia della moglie e della figlia piccola. Il destino vuole che il braccio di mare nel quale l’uomo pesca sia posto esattamente al confine trai due stati, cosicché basterà un’avaria al motore della sua barca piccola e spartana per costringerlo a sconfinare in Corea del Sud, paese nel quale vige un sistema politico diametralmente opposto e conflittuale rispetto a quello dello stato che gli ha dato i natali, il che ha già generato in passato una lunga e sanguinosa guerra civile. Tutto questo finirà per avere pesanti conseguenze per lui, fin dal momento nel quale, arrivato sulla costa straniera, viene prelevato dai militari sudcoreani.

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Pubblicato il: 15 Aprile 2018

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