Il presidio dei lavoratori della Sanità privata: profitti su ma salari fermi





Un incontro con il Prefetto ha chiuso la mattinata di mobilitazione e di protesta dei lavoratori della sanità privata nel bresciano impegnati in una vertenza infinita per il rinnovo del loro contratto di lavoro. “Il Prefetto ci ha ascoltato con molta disponibilità – scrive la Cisl Funzione Pubblica in una nota diffusa nel pomeriggio – e abbiamo potuto consegnargli un’ampia documentazione con i dati di attività delle strutture, le motivazioni della mobilitazione e una precisa richiesta di mediazione delle informazioni agli organi di Governo competenti. Il Prefetto ha assicurato che studierà il dossier per rappresentare il disagio dei lavoratori a Palazzo Chigi; scriverà inoltre alla Conferenza Stato/Regioni e, nello specifico, al presidente di Regione Lombardia”. IN SINTESI Il contratto di lavoro per i dipendenti della sanità privata non si rinnova da più di 12 anni: – da più di un anno è aperto un tavolo di contrattazione nazionale tra Cgil Cisl Uil con Aris – Aiop (che sono le due associazioni rappresentative del profit e del no profit) che però non si riesce a concludere, anche perché le associazioni datoriali sono arroccate su posizioni molto rigide e non sembrano disponibili a riconoscere gli stessi diritti dei lavoratori della sanità pubblica; – si tratta di professionisti sanitari non medici, che hanno fatto un percorso di studi specifico e che operano con grande professionalità. In Lombardia, a Brescia in particolare, le cliniche private erogano prestazioni di qualità e hanno bilanci in attivo, grazie soprattutto alla partecipazione della Regione. Di questi introiti nulla finisce nelle tasche dei lavoratori; unica eccezione sono Poliambulanza e Domuns Salutis, dove è stata attivata una contrattazione di secondo livello che garantisce, rispetto a quello di base, un piccolo ristorno economico; per i dipendenti del Gruppo San Donati, invece, nonostante i bilanci in attivo e gli investimenti, non solo non viene riconosciuto nulla ai lavoratori, ma anche le condizioni di lavoro sono sempre più difficili e stressanti.

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Pubblicato il: 23 Gennaio 2019

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