Il pm Matteo di Marco Travaglio





 Visto com’è finita la sua avventura politica, non c’è dubbio che Matteo Renzi abbia sbagliato mestiere. Un mese fa, intervistato da Maurizio Costanzo, ha confessato: “Da piccolo volevo fare il giornalista, poi il giornalaio, ma pure il camionista e in alcuni momenti il papa”. Poi purtroppo fece il politico.Non sappiamo quanto avrebbe reso come giornalista, o giornalaio, o camionista o sommo pontefice. Ma ora sappiamo per certo che sarebbe stato un ottimo pm. Come abbiamo scritto ieri, l’unico interrogatorio serio a Tiziano Renzi nell’inchiesta Consip non l’hanno fatto i pm della Procura di Roma: l’ha fatto al telefono il figlio Matteo.Domande precise e puntute, piena padronanza dei fatti nei minimi particolari, ripetuti ammonimenti a non contar balle (si rischia la falsa testimonianza), puntuali contestazioni a ogni versione contraddittoria e inverosimile, ancoraggio tetragono alla logica stringente degli eventi, assoluta coscienza della gravità giudiziaria, etica e politica dello scandalo Consip e delle bugie paterne, e una buona dose di ironia e sarcasmo (“Tu con Carlo Russo sei andato da Marroni, così, per simpatia, per la Madonnina, e Carlo Russo è un padrino di battesimo? Va tutto bene

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Pubblicato il: 8 Novembre 2018

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