
Titolo della poesia: “Il passero” Felice te piccolo passero che per l’immensità del ciel ten vai dal sorger del sole fino a naufragar nella luce della sera Alla pallida luna sfiori il velo,alle stelle notturne mostri la tua eleganza. Vola e carezza le rotonde colline le aspre montagne Dispiega le ali, plana rapido su ruscelli su stagni silenti Degli altri ugelli non sei compare, voli pensoso dei tuoi affanni Intenerisce il cor e la campagna astante Il timido cinguettio da un ramo rinverdito È primavera del biondo miele d’un muggir d’intorno degli armenti al pascolo all’occhio vigile del bon pastore Gioventù felice ma fugace come muori ed è il tristo ricordo dietro il colle con il tramonto Ma a tenon grava il fardello del pensiero dominante della vecchiaia e del malanno Ah quanto vorrei librari con te in quelle giocose correnti di vento farmi cullare dal dolce soffio del mattino . Tu libero e felice non sei legato al quotidiano cruccio che l’uomo affligge solitario vai per la tu via ed io ti miro, ti invidio piccolo amico lontano. Ah, offesa mia vita, da tanto dolore Indebolita quando giovinetto il padre dipartiva
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