
Tra il 1863 e il 1905 Giulio Verne pubblicò per l’editore Hetzel una collana di 54 romanzi, ai quali si aggiunsero tra il 1905 e il 1919 altri 8 titoli postumi, curati e completati dal figlio Michele. Questi 62 Viaggi straordinari costituiscono un genere d’avventura unico e a sé stante, più affine alla divulgazione scientifica che alla fantascienza letteraria, perché sempre saldamente ancorato alla realtà e alla ragione. Verne infatti non inventava, ma ricamava accuratamente su ciò che leggeva, ed estrapolava coscienziosamente da ciò che esisteva, richiedendo spesso la consulenza degli esperti.Benché sia stato considerato uno scrittore per ragazzi, i suoi lettori erano piuttosto gli adulti affascinati dalla geografia, dall’astronomia e dalla tecnologia: un pubblico che amava i libri di avventura ma non disdegnava i capitoli di approfondimento, regolarmente inseriti come divagazioni all’interno delle storie. Anche le avventure non erano comunque fini a sé stesse, e miravano invece a far conoscere ambienti estremi (circoli polari, oceani, isole sperdute, grandi fiumi, deserti, giungle), luoghi esotici (Transilvania, Africa Nera, Amazzonia, Patagonia, Polinesia, Australia), paesi allora misteriosi (Stati Uniti, Russia, India, Cina), mezzi di trasporto avveniristici (palloni aerostatici, chiatte fluviali, transatlantici, sottomarini, locomotive, elicotteri, cannoni) e fenomeni spettacolari (raggi verdi, aurore boreali, notti polari, eclissi, eruzioni, terremoti e impatti cosmici).Alcuni dei viaggi sono dei veri e propri peripli: dalle Cinque settimane in pallone (1863) che inaugurarono la serie, al Giro del mondo in 80 giorni (1873) che ne costituì il maggior successo. Ma i più straordinari sono quelli che abbandonano la superficie del globo per immergersi nelle profondità terrestri o oceaniche, dal Viaggio al centro della Terra (1864) a Ventimila leghe sotto i mari (1869), o per alzarsi in volo nei cieli e andare non solo Dalla Terra alla Luna (1865) e Intorno alla Luna (1870), ma addirittura oltre Giove nelle Avventure di Ettore Servadac (1877).I due notissimi romanzi sulla Luna sono tra i più avveniristici di Verne, e prefigurano i voli di due missioni della NASA: l’Apollo 8 (1968), che portò per la prima volta tre uomini attorno alla Luna, e l’Apollo 13 (1970), in cui molte cose andarono storte e l’equipaggio rischiò di non tornare. Le coincidenze tra i romanzi e le missioni sono molte e sorprendenti: la scelta del luogo di lancio in Florida, a sole 100 miglia dall’attuale Cape Canaveral; la rivalità con il Texas, che è il motivo della scelta di Houston per il centro di controllo della NASA; la durata di una settimana della missione; l’ammaraggio nell’Oceano Pacifico…Sono però molte anche le divergenze
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