
Un uomo nudo, dalle membra nodose, seduto su un letto. Una donna accovacciata accanto a un bambino. L’ultimo dipinto di Egon Schiele, «La famiglia» rappresenta involontariamente la più terribile pandemia della storia umana: l’influenza «spagnola» che, cento anni fa, colpì un individuo su tre in tutto il mondo uccidendo tra i 10 e – secondo alcuni – i 50 milioni di persone. Schiele aveva appena ritratto la moglie Edith incinta di sei mesi, quando, alla fine di ottobre del 1918, la stessa, contagiata dal virus, morì senza poter dare alla luce quel bimbo bruno e riccioluto che il pittore aveva immaginato
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