
Sono passati 17 anni da quel giorno di marzo in cui, nei giornali di tutta Italia, tornava un incubo che sembrava archiviato per sempre. Con l’omicidio del giuslavorista il brigatismo si riprendeva il palcoscenico del dibattito pubblico dopo anni, con un alfabeto di sangue e violenza che veniva da lontano. L’omicidio di Marco Biagi, giuslavorista bolognese, ripiombava il Paese nei periodi più cupi della sua storia e lasciava una scia di polemiche destinate a non assottigliarsi negli anni. Sì, perché proprio prima del brutale omicidio (avvenuto sotto casa) al professore bolognese era stata revocata la scorta, nonostante l’omicidio di un altro giuslavorista, Massimo D’Antona, avvenuto appena 3 anni prima e nonostante le minacce ricevute da Biagi
Per leggere il resto dell’articolo devi collegarti direttamente sul sito della fonte:

