Il figlio di Giovanni Rana condannato per insulti omofobi a un dipendente





La pasta fresca è un loro stile di vita, ma con gli ortaggi – utilizzati a mo’ di insulto omofobo – la famiglia di Giovanni Rana non se la cava benissimo. Gian Luca, figlio di uno dei re delle aziende alimentari italiane, è stato condannato dalla Corte di Cassazione per aver offeso con insulti omofobi uno dei manager della società del padre, di cui ora è amministratore delegato. La difesa aveva provato a far derubricare le accuse celandosi dietro la giustificazione di «appellativi scherzosi». Ma i giudici della sezione lavoro della Cassazione non hanno dato adito alla versione della difesa e ora il pastificio Giovanni Rana dovrà risarcire il suo ex dirigente per la «condotta vessatoria a cui è stato sottoposto per anni, con ripetute offese sulla presunta omosessualità del dipendente». Il parere di piazzale Cavour conferma, di fatto, la sentenza della Corte d’Appello di Venezia che aveva già condannato la società a pagare i danni al lavoratore, il quale si era rivolto ai giudici lamentando uno «stato di ansia e stress, e un pregiudizio alla vita di relazione, alla dignità e professionalità». Il figlio di Giovanni rana condannato per insulti omofobi Il clima di vessazione era accompagnato da continui insulti e riferimenti omofobi

Per leggere il resto dell’articolo devi collegarti direttamente sul sito della fonte:









Continua

Pubblicato il: 21 Febbraio 2019

Potrebbero interessarti anche»