
Del romanzo criminale di Rocco Molè , giovane boss figlio e nipote di boss, colpisce che da adolescente abbia passato tre anni in una struttura di recupero gestita da don Ciotti . L’ottimista che abita in ciascuno di noi, persino nei più pessimisti, non riesce a capacitarsene. Come se avessimo maturato la convinzione, purtroppo errata, che la malvagità dipenda da mancanza di alternative. Il bene non è dunque contagioso come il male? Possibile che il richiamo della foresta (e del lusso gar…
Per leggere il resto dell’articolo devi collegarti direttamente sul sito della fonte:

