
Il balzo indietro con cui, a Bruxelles, una terrorizzata Angela Merkel ha accolto l’irruzione dell’avv. Conte nel suo metro e mezzo di competenza, rifiutandogli la stretta virile per sostituirla con un goffo saluto a mani giunte modello namastè, può significare tante cose. La prima è che Angela si fosse dimenticata dell’avvenuto transito del nostro premier desalvinizzato dal fronte sovranista a quello progressista.
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