
Il Salvini, con la folla a portata di sputacchio e la mascherina tricolore a tracolla, che ripete per due volte dentro i microfoni: «La salute prima di tutto!» è un’immagine di ruspante italianità che serberò per sempre nel cuore. Avendo imparato a conoscere l’uomo e la sua predilezione per l’approssimativo, non avevo dubbi che si sarebbe ben guardato dal rispettare le regole sanitarie imposte ai comuni mortali. Ero però incerto sulle motivazioni che avrebbe addotto per giustificare i suoi atteggiamenti da aperitivista della movida, i selfie a distanza di insicurezza e il perenne saliscendi della protezione facciale.
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