
Se l’immaginifico Lucchetta tende le corde vocali come le corde di un’arpa per chiosare le imprese dei pallavolisti azzurri a colpi di metafore («un attacco all’azoto liquido»), diventa un idolo della tv e i fan gli scrivono: «Lucchetta, commentami la vita». Ma se i telecronisti Trevisani e Adani esaltano con altrettanto vigore la vittoria in rimonta dell’Inter di Vecino contro il Tottenham, in molti li accusano di retorica e partigianeria. La differenza non è solo che la pallavolo è meno divisiva del calcio, ma che Lucchetta si occupa di una pietanza tiepida, la Nazionale: qualcosa che è di tutti e di nessuno, come lo Stato.
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