
L’ordinanza con cui Chiara Appendino ha vietato la vendita di alcolici da asporto dalle otto di sera alle sei del mattino è una decisione sorprendente. Intanto perché è una decisione. Proprio mentre la politica nazionale, con il suicidio assistito della legge elettorale, ribadiva la sua impotenza. E poi perché fa il contropelo a tanti giovani (suoi coetanei) che hanno votato Cinquestelle. La movida che invade il centro storico di Torino e di altre città nelle notti del fine settimana ha perso da tempo la connotazione di festa di popolo per scadere a vomitificio a cielo aperto, dove la cupezza prevale sull’allegria e il rumore su tutto il resto, per la dannazione di chi ha la sventura di abitare nei paraggi. A difendere la libertà di ubriacarsi per strada e di fare pipì contro i portoni sono rimasti i gestori degli abbeveratoi notturni, spuntati come funghi e con tale impeto da non sentire sempre la necessità di mettersi in regola con il fisco.
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