
Qualunque essere pensante – anche pensante in dosi morigerate come il sottoscritto – rimane sconvolto dalla manifesta gratuità del massacro di Alatri. La spiegazione ufficiale – il branco si accanisce a botte e sprangate su un ragazzo di vent’anni per punirlo di avere difeso la fidanzata dagli approcci sgangherati di un ubriaco – non soddisfa i nostri meccanismi cerebrali addestrati alla legge di causa ed effetto. Il male, persino quando è banale, non è mai gratuito. Dietro ogni atto immondo ci deve essere una motivazione, sia pure immonda. Un pregiudizio religioso, ideologico, razziale. Una questione di corna arretrate e mai smaltite
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