
Il Salvini smascherato che alita addosso a un albergatore di Tropeae si ingozza di ciliegie in quel di Verona, mentre al suo fianco Zaia sta parlando di neonati defunti, non è un provocatore inconsapevole. Il suo rifiuto delle regole fa parte di una strategia . Come le finte arrabbiature appena qualcuno osa fargli notare l’inopportunità sanitaria di trasformarsi in fotomodello per folle smaniose di leader assertivi (il famoso selfismo-leninismo).
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