
È la solita storia: il potere detesta il talento. Beppe Grillo avrà mille difetti, ma ha una luce strana negli occhi, quella che distingue gli uomini di pennacchio — smaniosi di riconoscimento — dagli uomini di apparato che vivono la politica come un codice freddo di clan, compromessi e favori. L’uomo di pennacchio crea, ma si annoia della sua stessa creazione. L’uomo di apparato invece non crea nulla e non si annoia mai. Amministra con pazienza le emozioni degli altri senza perdere di vista i rapporti di forza, gli unici che gli interessino.Sì, è la solita storia: il potere detesta il talento. Lo sfrutta e prima o poi lo fa fuori.
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