
Milano si sveglia sotto un diluvio che sa d’estate, i tombini intasati si trasformano in un arcipelago di conformazioni lacustri e alcuni lettori milanesi, con la pazienza annacquata dai disagi, mi scrivono parole di esasperazione: «E poi ci vantiamo di vivere qui e non tra le buche di Roma!». Non esageriamo. Faccio il pendolo tra le due città, amandole entrambe, e posso testimoniare che non basta un temporale a trasformare Milano in una succursale dell’Urbe.
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