
C’era una volta un partito che non era un partito, ma un movimento. E non un movimento qualsiasi, ma uno attento alla povertà, alla diversità, all’onestà e a ogni genere di bontà che finisse per à. Vi abitavano un deputato idealista e una viceministra con delega alle gaffe. Il deputato si chiamava Dall’Osso, aveva la sclerosi multipla e un desiderio nel cuore: migliorare la vita dei disabili.
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