I vestiti che non usi più? Armadio Verde, una startup italiana, li ritira e li rimette in circolo. E in cambio puoi averne di ‘nuovi’





Qualsiasi genitore ha presente la velocità con cui i figli passano da una taglia all’altra creando un accumulo di vestiti negli armadi. Partendo da questa semplice constatazione, due imprenditori italiani hanno fondato una startup che punta sull’economia circolare per creare un mercato sostenibile dell’usato e contenere gli sprechi: si chiama Armadio Verde e promette di sbarazzarci dei vestiti inutilizzati dando la possibilità di scambiarli per altri più adatti alla taglia o semplicemente al gusto del momento. “Siamo partiti dall’idea di riutilizzare i vestiti da bambini, poi ci siamo resi conto che anche le donne hanno spesso armadi strapieni e voglia costante di cambiare guardaroba”, dice David Erba, cofondatore della startup insieme a Eleonora Dellera. “E i numeri ci stanno dando ragione”.Dall’8 marzo di quest’anno, quando è stata introdotta la linea donna, gli scambi sono raddoppiati e il 60% dei vestiti che oggi Armadio Verde rimette in circolo sono capi femminili. L’azienda è nata con veri negozi che servivano da punti di raccolta e scambio per poi passare solo online nel 2015, quando ha chiuso con successo un round d’investimenti raccogliendo 1,3 milioni di euro.Oggi ha all’attivo 8.000 clienti per conto dei quali muove quotidianamente circa 3.000 capi, dà lavoro a 25 persone e ha chiuso il 2017 con un fatturato di € 600.000. Ma la crescita ha fatto un balzo in avanti e per quest’anno la previsione è di chiudere il bilancio superando i 2 milioni di euro

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Pubblicato il: 29 Ottobre 2018

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