“Quando la Torre Pirelli in costruzione apparve come grattacielo europeo, attirò i fulmini degli storici, europei e americani, da Zevi a Banham. Questo piccolo grattacielo affilato (127,10 metri d’altezza, 18,50 metri di profondità al centro, 70,40 metri di larghezza) non poggia su un basamento ma emerge, circondato da un vuoto che lo distacca dai corpi bassi circostanti, come un missile che parte dal sottosuolo. La sua forma essenziale, percepibile anche dall’interno, corrisponde all’asciuttezza della sua struttura portante, in cui (come Nervi diceva) “si è andati a caccia dei pesi inutili” – così scriveva Lisa Licitra Ponti, figlia di Gio Ponti , sul libro Gio Ponti e Milano.
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