«I Rom non sono uguali a noi»: quell’applauso che segna la nostra sconfitta





Ci sono cambiamenti che annusiamo lentamente, che si sedimentano tra le pieghe del nostro vissuto e della nostra quotidianità. Altri che ci colpiscono immediatamente come uno schiaffo o un improvviso cambio di prospettiva. Nessuna delle due prospettive esclude l’altra, ma lo “schiaffo” che molti di noi hanno sentito ieri sera, rappresenta forse un punto di non ritorno.

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Pubblicato il: 12 Aprile 2019

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