
Domenica 11 novembre i cittadini romani sono chiamati alle urne per un referendum consultivo sul futuro dell’Atac. Se vincesse il sì si aprirebbero le porte – anche se si tratta solamente di un parere espresso dagli elettori, poi sarà onore e onere dell’amministrazione decidere cosa fare – di un bando per la concessione del servizio di trasporto pubblico; in caso di successo del no (o di non raggiungimento del quorum del 33% degli aventi diritto al voto) tutto resterebbe così com’è ora. A decidere, forse, il destino dell’azienda dei trasporti romana sarà il voto dei cittadini, ma a scrutare le loro schede saranno (in buona parte) i dipendenti dell’Atac stessa. Il Messaggero racconta come siano state oltre 700 le candidature ai posti da scrutatori – e di rappresentanti nei seggi elettorali – pervenute da parte dei dipendenti dell’Atac stessa.
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