
La legge sul divieto di manifestare con le maschere a Hong Kong era stata messa in piedi proprio per limitare la portata delle proteste che da mesi, dal 15 marzo 2019, stanno attraversando il territorio autonomo sotto la supervisione della Cina. Adesso, la Suprema Corte dello Stato l’ha dichiarata incostituzionale, offrendo una prima vittoria ai manifestanti che, in realtà, hanno sempre opposto resistenza a questo provvedimento fortemente voluto dalla governatrice Carrie Lam . LEGGI ANCHE > Hong Kong, i manifestanti all’università si difendono con archi e frecce Hong Kong, la vittoria sulle maschere per i manifestanti Così, mentre gli studenti sono asserragliati all’interno del Politecnico locale, per cercare di difendere il baluardo della loro resistenza, il centro nevralgico della protesta dove i leader del movimento degli ombrelli, a partire da Joshua Wong , si stanno riunendo per prendere decisioni strategiche su come portare avanti la loro protesta contro le sempre maggiori ingerenze della Cina nel governo locale (compreso il controllo, attraverso le idoneità dei candidati, delle elezioni), la Corte costituzionale di Hong Kong regala loro una boccata d’ossigeno.
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