
La piattaforma di innovazione veneta H-Farm quotata a Piazza Affari ha chiuso il 2018 con una perdita di 4,9 milioni di euro (sebbene in miglioramento rispetto ai 6,2 milioni del 2017), ma con un ebitda per la prima volta positivo, passato dai -2,1 milioni del 2017 a 1,1 milioni, per merito della business unit H-Farm portfolio. Il tutto a fronte di un valore della produzione che ha registrato un balzo del 37,9% a quota 61,5 milioni e a un aumento del debito da 4,1 a 5,7 milioni (si veda qui il comunicato stampa). A oggi le società in portafoglio sono 74, di cui 59 startup, attive nei settori agritech, big data analytics, blockchain, istruzione, moda, fintech e insurtech, industria 4.0, logistica, management tools, viaggi, tecnologia 3D. L’ultima startup entrata a far parte del portafoglio di H-Farm è Habacus, nata per facilitare l’accesso degli studenti ai finanziamenti per lo studio (si veda altro articolo di BeBeez). Proprio la gestione del portafoglio di partecipazioni, si diceva, ha portato in positivo l’ebitda di H-Farm per la prima volta nel 2018.
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