
Se da una parte ci sono “influencer furbetti” che non dichiarano la natura commerciale dei loro contenuti social, dall’altra ci sono i truffatori – altrettanto “furbetti” – che utilizzano volti noti sulle piattaforme (che siano content creator o VIP poco cambia) per attirare l’attenzione dell’utente/lettore nel tentativo di frodarlo. Sempre più spesso, scorrendo lungo i feed algoritmici di Facebook e X, capita di imbattersi in post – con link e immagine – con titoli acchi…
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