
Gli astrociti sono fondamentali nel processo di costruzione della memoria a lungo termine: regolano infatti una proteina che rafforza l’attività delle sinapsi permettendo loro di acquisire nuove informazioni. A scoprirlo ricercatori Centro per la Biologia Integrata (Cibio) dell’Università di Trento in uno studio pubblicato sulla rivista Neuron. Gli astrociti sono particolari tipi di cellule, a forma di stella, che nel sistema nervoso centrale danno sostegno ai neuroni, assicurano l’isolamento dei tessuti nervosi e la protezione da corpi estranei in caso di lesioni. Sono il tipo più abbondante di cellule della neuroglia (il sistema di sostegno e di “approvvigionamento” dei neuroni) e sono dotati di numerose estroflessioni che li fa somigliare a una stella (da qui il loro nome). A lungo si è dibattuto se il loro compito sia meramente strutturale o svolgano un qualche ruolo nella trasmissione dei segnali elettrici. Ora, il lavoro dei ricercatori trentini aggiunge un importante tassello alla comprensione del loro ruolo: Oltre a sostenere i neuroni e metterli in connessione tra loro come una sorta di impalcatura, queste cellule sono in grado di regolare e somministrare in modo adeguato una proteina – il fattore neurotrofico cerebrale BDNF (Brain-Derived Neurotrophic Factor) – che, come una sorta di “farmaco endogeno”, amplifica l’attività delle sinapsi neuronali e permette di apprendere e ricordare nuove informazioni
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