
Non c’è stata alcun progresso con le autorità egiziane nelle indagini su Giulio Regeni. Per questo motivo, la Procura di Roma ha deciso di iscrivere nel registro degli indagati alcuni agenti egiziani, mentre il presidente della Camera Roberto Fico ha annunciato di voler sospendere le relazioni con il parlamento del Cairo. Giulio Regeni, Fico sospende le relazioni con il Parlamento del Cairo Nessuna relazione diplomatica è stata fruttuosa, nessun passo in avanti è stato fatto: l’ultima soluzione resta quella di interrompere qualsiasi rapporto con le autorità del Cairo. Giuseppe Pignatone, procuratore capo di Roma, ha definito inevitabile la decisione, mentre dal lato politico l’interruzione delle relazioni tra i rispettivi parlamenti risulta un gesto molto forte, che – tuttavia – non comporta, al momento, alcun intervento del governo italiano. Con grande rammarico annuncio che @Montecitorio sospenderà ogni tipo di relazione diplomatica con il Parlamento egiziano, fino a quando non ci sarà una svolta vera nelle indagini e l’avvio di un processo sul sequestro, la tortura e l’uccisione di #GiulioRegeni pic.twitter.com/wwCijsyGrR — Roberto Fico (@Roberto_Fico) 29 novembre 2018 Le reazioni della sinistra In effetti, da diversi esponenti della sinistra, sono arrivate parole di elogio per il gesto forte deciso da Roberto Fico. «L’inerzia delle autorità egiziane ha spinto la procura di Roma ad indagare direttamente gli 007 del Cairo – ha scritto su Twitter Laura Boldrini –
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