
Per molti ragazzi le prossime elezioni politiche saranno il primo appuntamento con il voto (quello con la ‘V’ maiuscola). Perché l’ultima volta che gli italiani furono chiamati alle urne per rinnovare il Parlamento fu nel 2013 e, all’epoca, quelli che oggi sono in procinto di prendere la maturità, che frequentano le università, che si sono laureati da poco o che hanno appena iniziato a lavorare erano ancora minorenni. Un momento che, un tempo, era attesissimo. Nel proprio piccolo si potevano decidere (in parte) le sorti del Paese. Ma oggi le cose sono cambiate. L’evento del 4 marzo potrebbe essere ‘sporcato’ da un tasso di astensionismo giovanile molto alto.
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