
Oggi è è l’anniversario della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti del fanciullo, approvata nel 1989, anniversario ricordato con la celebrazione, ogni anno in questa data, della Giornata internazionale dei diritti dell’infanzia e adolescenza. La Convenzione è un documento che per la prima volta mette al centro i minori non come soggetti passivi da assistere, ma come persone che devono partecipare attivamente alle decisioni da prendere; inoltre sancisce i loro diritti fondamentali, uno tra questi è il “superiore interesse”. Afferma infatti l’articolo 3 della Convenzione: “In ogni legge, provvedimento, iniziativa pubblica o privata e in ogni situazione problematica, l’interesse del bambino/adolescente deve avere la priorità”. Sono passati 27 anni dalla sua ratifica in Italia – scrivono Cgil Cisl Uil in una nota – e purtroppo è ancora inapplicata e disattesa, visto che le condizioni di vita dei nostri bambini peggiorano, la povertà aumenta: sono, infatti, oltre 1 milione i bambini e gli adolescenti che vivono in condizioni di povertà assoluta, cioè che non hanno a disposizione alcuni beni fondamentali. 1 minore su 5 si trova in una situazione di povertà relativa, chi ha oggi meno di 17 anni ha una probabilità di diventare povero cinque volte più alta rispetto ai propri nonni. Ma non è solo la condizione economica a pesare sul futuro, un grande impatto nel condizionare le loro opportunità è l’ambiente in cui crescono tanti bambini e adolescenti che li costringe a vivere in situazioni di povertà educativa.
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